8 ottobre 2008, Torino - 16 ottobre 2008, Alessandria - 17 ottobre 2008, Novara
In collaborazione con associazioni quali l’Agedo e l’Ampgyl, le ricercatrici e i ricercatori del progetto "Family Matters. Sostenere le famiglie per prevenire la violenza contro giovani gay e lesbiche" hanno potuto approfondire il vissuto delle famiglie italiane rispetto alla scoperta e gestione dell’omosessualità dei propri figli.
Riconoscere l’omosessualità come parte delle vicende familiari e non come un elemento estraneo alla famiglia. Un passo importante che molte famiglie compiono superando il momento "critico" del disvelamento (che avviene per le giovani generazioni sempre più esplicitamente e precocemente) e rendendo più autentiche le relazioni familiari. Ma quali percorsi compiono? A quali sostegni ricorrono e quale importanza ha la loro azione per la prevenzione?
Il progetto europeo promosso dal programma "Daphne" è stato condotto in Italia dall’Università del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro" (Dipartimento di Ricerca Sociale), con la partnership delle organizzazioni di famiglie con figli/e omosessuali in Italia (Agedo - Associazione Genitori di Omosessuali), Gran Bretagna (Fflag - Families and Friends of Lesbian and Gay Association) e Spagna (Ampgil - Asociaciòn de padres y madres de gays y lesbianas). La ricerca esplorativa è la prima ampia ricerca sociologica in Europa che rilevi direttamente il punto di vista dei familiari, attraverso 200 questionari autocompilati da genitori di persone omosessuali e interviste in profondità.
La ricerca evidenza l’importanza della famiglia nella prevenzione e nel contrasto delle diffuse forme di omofobia da cui originano forme di violenza, psicologica, verbale, fisica, nei confronti delle persone omosessuali. E se non c’è ricetta "pronta" per accogliere un figlio o una figlia "diversi", le associazioni rappresentano un valido supporto per oltre la metà dei genitori mentre le istituzioni pubbliche sono piuttosto carenti sull’argomento.
I risultati della ricerca in Piemonte
Alla ricerca l’Assessorato Pari Opportunità della Regione Piemonte ha affiancato l’approfondimento del contesto locale piemontese realizzato dal Dipartimento di Ricerca Sociale dell’ Università del Piemonte Orientale, con la supervisione scientifica di Chiara Bertone, e in collaborazione con l’Agedo (Associazione Genitori di Omosessuali). I contesti locali possono presentano infatti grandi differenze sia rispetto alle reti sociali in cui le famiglie sono inserite, sia riguardo alle forme di sostegno a cui esse possono ricorrere.
La ricerca regionale si è basata su questionari e interviste che hanno coinvolto genitori, fratelli e sorelle di giovani omosessuali e si è concentrata su i bisogni e le risorse a cui le famiglie possono accedere per fronteggiare le difficoltà legate alla conoscenza dell’omosessualità di un proprio familiare.
«La Regione Piemonte si è posta l’obiettivo importante e difficile di andare verso il superamento di ogni forma di discriminazione – dichiara Giuliana Manica, assessore alle Pari Opportunità della Regione – Partendo dai risultati della ricerca, questi incontri si propongono, in particolare, come presentazione di conoscenze e strumenti disponibili per percorsi di formazione destinati a chi lavora con le famiglie, nei servizi socio-assistenziali come in ambito educativo, o nell’associazionismo familiare».
E' stato così possibile evidenziare le specificità territoriali rispetto ai momenti cruciali nel percorso dei familiari, alle reti sociali e alle risorse sul territorio cui le famiglie si sono rivolte. Ne è emerso in particolare che in Piemonte (rispetto alla fotografia nazionale e a differenza di quanto accade in Puglia, unica altra Regione ad aver attivato un focus locale della ricerca nazionale) esistono già alcune risposte più strutturate delle istituzioni e del mondo sociale, anche in termini di servizi offerti alle problematiche omosessuali.
Uno dei limiti rilevati è, però, la forte discrepanza tra Torino e il resto del Piemonte. Il capoluogo concentra la quasi totalità delle iniziative, come nel caso del Servizio Lgbt per il superamento delle discriminazione basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere della Città di Torino, unico in Piemonte. Solo sporadicamente l’organizzazione di eventi di sensibilizzazione avviene sul resto del territorio regionale.
Questo vale anche sul fronte della visibilità: se a Torino i giovani omosessuali sembrano più propensi al coming out, al contrario nei piccoli centri urbani e nel resto del Piemonte c’è più resistenza e timore a vivere liberamente il proprio orientamento sessuale.
Ciò che, invece, non distingue il capoluogo dal resto della regione è, purtroppo, uno dei dati più preoccupanti che emergono dalla ricerca: l’elevata percezione di omofobia nell’ambito scolastico.
Uno sguardo all’interno della famiglia evidenzia come sia la madre la prima persona a cui, sia nel caso femminile che maschile, viene svelata la propria omosessualità. E sempre le madri sono le prime a mettersi alla ricerca di aiuto e informazioni . Meno trainante il ruolo dei padri, che ne vengono a conoscenza solo in un secondo momento e, spesso, con l’intermediazione materna. Infine, le famiglie , pur riconoscendo l’importanza cruciale di organizzazioni che sostengono genitori, parenti e amici delle persone omosessuali, manifestano il desiderio di incontrarsi anche al di fuori di contesti specifici, percepiti, a volte, come stigmatizzanti.
Sito della Regione Piemonte
Gli strumenti: il film "2 volte genitori"
Gli strumenti sviluppati dalla ricerca, tra cui il film "2volte genitori" realizzato nell’ambito delle azioni italiane, saranno utilizzati per iniziative di formazione, indirizzate agli operatori negli ambiti la cui rilevanza potrà emergere dai risultati di ricerca. In Piemonte le azioni saranno avviate dal mese di settembre nelle diverse province del territorio piemontese. Per la provincia di Torino, saranno realizzate in collaborazione con la Provincia di Torino e con il Servizio per il superamento delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere del Comune di Torino.
Il film sarà proiettato negli incontri in programma l'8 ottobre a Torino, il 16 ottobre ad Alessandria e il 17 ottobre a Novara. Inoltre:
Giovedì 20 novembre a Ivrea nell'ambito della rassegna di cultura omossessuale (ABCinema) "Ivrea la gaya 2008". Intervengono Claudio Cipelletti, Lino Manfredi (Agedo Piemonte) e Giovanni Minerba, direttore del Festival Internazionale di Film con Tematiche Omosessuali di Torino
Family matters in Piemonte. Programma di incontri nel mese di ottobre 2008
Sintesi della ricerca italiana a cura di Chiara Bertone e Marina Franchi
Sintesi della ricerca piemontese a cura di Valeria Cappellato
Ricerca italiana
Risultati della ricerca spagnola - sintesi
Rapporto sulle organizzazioni non governative che sostengono famiglie e amici di lesbiche, gay, bisessuali e transessuali in Europa
Servizi pubblici a sostegno delle famiglie di ragazzi omosessuali in Spagna
Programma della Conferenza europea - Firenze 20-21 giugno
Per ulteriori informazioni e per la presentazione del film è opportuno rivolgersi all’associazione nazionale Agedo http://www.agedo.org





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