La violenza nega l'esistenza - Scegli di contrastarla

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La violenza sulle donne è un tema di estrema e scottante attualità. Le pagine di cronaca ci presentano, quasi ogni giorno, casi di stupri a scapito di donne più o meno giovani, compiuti perlopiù da stranieri. I "fatti" ci portano a credere che gli abusi perpetrati da estranei siano un fenomeno in aumento, legato alla crescente presenza di extra-comunitari in Italia oppure assimilabile a logiche di branco, conseguenti al disagio sociale. Pochi sanno che il problema, pur di enorme gravità, rappresenta solo la punta dell'iceberg di un dramma sociale che è in gran parte sommerso e che si consuma prevalentemente fra le mura di casa.

Come indicano i dati raccolti dall'Istat e anche le recenti rilevazioni effettuate in Piemonte, nel 70% dei casi gli stupri sono opera di partner o di ex partner. Il focolare domestico, il luogo sicuro per antonomasia, è per milioni di donne e di minori - di ogni età ed estrazione sociale - teatro di violenze che possono assumere contorni diversi, dalle percosse alle molestie sessuali, ai ricatti sul piano psicologico ed economico. La solitudine che circonda le vittime e la paura di pesanti ripercussioni, soprattutto per le madri di famiglia, fa sì che la violenza domestica sia sempre più un dramma che non ha voce. Nove volte su dieci chi subisce un abuso familiare non ne parla con nessuno e non sporge denuncia.

La Regione Piemonte ha deciso di puntare i riflettori su un problema sociale avvolto da una pesante coltre di silenzio con una campagna di sensibilizzazione per informare e fornire strumenti concreti per chi vuole uscire da una violenza che porta a negare la stessa esistenza.